Archivi del mese: aprile 2012

La rinascita

Questo post è per Giovanni, a cui contraccambio il saluto e l’abbraccio, e per tutti coloro che si siano posti la stessa domanda. E poi come è andata a finire? Dopo tutti i sacrifici e i rischi, il dolore e l’attesa, cosa ti sei portato a casa da quest’odissea personale?

Sono passati 107 giorni dalla data del mio intervento, data che d’ora in avanti festeggerò come una sorta di secondo compleanno. A costo di sembrare banale, posso dirvi che mi sento un altro, che mi sento finalmente libero.

La prima cosa che ho fatto, una volta tolto questo peso dal cuore, è stata fare shopping. Che caxxata direte, ma giuro non potevo più vedere quelle magliette larghe dietro cui mi nascondevo. Volevo agghindarmi con vestiti della taglia giusta, finalmente, senza più dovermi preoccupare che qualcuno potesse notare delle sgradevoli protuberanze sotto la maglietta.

La seconda cosa è stata togliermi quei vestiti. Al parco, prendendo il sole, lavando la macchina, andando in piscina. Neanche fossi il tizio di Twilight che per contratto deve togliersi la maglietta ogni volta che lo inquadrano. Neanche avessi quel fisico scolpito nel marmo. A tal proposito, nei miei innumerevoli tentativi di far sparire la ginecomastia, avevo cominciato a fare pesi. Inutile dire che non sarebbe servito a nulla neanche si fosse trattato di solo grasso, ma devo dire che tutto quell’esercizio non è stato vano. Ora che è stato tolto il superfluo sono rimasti due pettorali niente male. Niente di che, per l’amor del cielo, ma non pensavo che un giorno, guardandomi allo specchio mi sarei potuto piacere.

Fa ancora un po’ male. Giusto ieri, giocando a calcio, mi sono preso una pallonata in petto che mi ha piegato in due. Alla semplice pressione dà ancora fastidio e sto riacquistando solo adesso la sensibilità. Inoltre, c’è da dire che i risultati definitivi non si possano apprezzare entro il primo anno dall’intervento. Fortunatamente, il mio più grande timore, cioè l’introflessione del capezzolo, non si è verificato, se prima era gonfio e sporgente ora è piatto come una tavola, come dovrebbe essere. Premesso questo e sommato il resto, la mia impressione non potrebbe essere più positiva ed io non potrei essere più felice. Certo, devo avere ancora la conferma del dottore, ma già dal primo controllo post operatorio mi aveva fatto i complimenti per come mi stavo riprendendo e poi scherzando si era fatto i complimenti da solo.

Vorrei postare delle immagini, ma non ne ho ancora. Le ho pre-intervento, ma senza il post non servono a granché. Curiosità: le ho scattate nel bagno della camera d’albergo di Firenze la sera prima dell’operazione, immaginando che alla stessa ora il giorno dopo non sarei stato più lo stesso. A volte la vita ti sorride e tu non puoi che rispondere al suo sorriso.

Per concludere, una riflessione. Quando sono a petto nudo, ho notato che con le persone che conosco, non riesco ad essere pienamente a mio agio come lo sono con gli estranei. Forse è solo questione di abitudine. Probabilmente sono stato abituato per così tanto tempo a nascondermi da queste persone che anche oggi che il problema non c’è più, istintivamente, cerco di coprirmi. Questo solo per dire che l’intervento non è la panacea per ogni male. Il nostro problema fondamentalmente è nella testa, non nel corpo e nell’intervento, dalla testa, non viene asportato niente. Pensateci.