Aggiornamento postoperatorio

Un post per sapere cosa si deve aspettare chi si opera di ginecomastia.

Il dottore mi ha salutato calorosamente mettendomi subito a mio agio. Ero in uno strano stato di incoscienza, come se mi avessero già sedato e fossi piombato in mondo dove parlavano una strana lingua. Dopo essermi accomodato nel suo studio, mi è stato chiesto di spogliarmi perché mi si potesse visitare e scattare qualche foto. Foto, pensai, che con ogni probabilità sarebbero finite in un album con la scritta “prima” assieme ad altre ancora da scattare, che avrebbero ritratto il “dopo”. Poi il dottore ha cominciato a disegnarmi il torace con un maker nero, come se fossi un guerriero aborigeno. Sarebbe potuto sembrare, in effetti, che fossi lì senza sapere a cosa stavo andando incontro, ma paradossalmente ero in quello stato proprio perché avevo fin troppo chiaro in testa quello che mi sarebbe successo, grazie a youtube. Non ci volevo pensare, consiglio di non farlo.

In un altra stanza l’anestesista mi ha bucato la mano, infilato un tubicino ed inniettato un antibiotico. Quello sarebbe stato il massimo del dolore che avrei provato durante tutta l’operazione e anche dopo. Quindi non c’è di che aver paura. Vestito solo con la biancheria intima ed un camice di carta mi hanno portato in sala operatoria. Che freddo nella stanza sterile e sul gelido lettino. Ben consci di questo, mi hanno avvolto le gambe in una coperta termica di alluminio e il resto del corpo con tendaggi vari, lasciando scoperto solo il petto. Attaccati i vari sistemi di controllo delle funzioni vitali (coccodrillo sul dito e delle placche sul fianco) mi hanno sedato. Ricordo un leggero bruciore alla mano sinistra che lentamente divorava, risalendo, l’intero braccio. La vista che si annebbia e la testa che comincia a girare, poi, più niente. Mi sono svegliato che era già tutto finito, non ho sentito neppure l’anestesia locale al petto. Ero in forte stato confusionale, barcollavo e straparlavo. Ho cominciato a dire cose tipo

“Te, ma sta coperta è troppo una figata, posso averne una?”

Oppure

“Qui ci starebbe proprio una cicchetta”

Mi hanno ricondotto nella stanza di prima ed agiato sul lettino. Mi ricordo tra i deliri senza senso, di aver chiesto al dottore di prendermi l’iphone nella mia giacca e lui me l’ha dato!

Mi sono infilato le cuffie e ho cominciato ad ascoltare la playlist creata appositamente per l’occasione. Avevo un po’ freddo, ma cercavo di muovermi il meno possibile per non compromettere la fasciatura attorno al petto. Ogni quarto d’ora entrava qualcuno per chiedermi come stavo e se avevo bisogno di qualcosa. Niente, tutto a posto, grazie, fin troppo premurosi devo dire. Ancora non a pieno delle mie facoltà mentali ho chiesto al dottore

“Allora mi avete estratto così tanto grasso?”

“Ma quale grasso era tutta ghiandola” ha risposto

“E dire che sono venuto da lei per una lipomastia…” è stato il mio commento un po’ sarcastico

Finita la playlist, mi sono visto uno dei miei film preferiti “The fountain” di Aronofsky, mi ero dimenticato di averlo tenuto per le lunghe attese d’emergenza.

Finalmente sono arrivati i miei genitori, ho sentito mio padre dall’atrio della clinica e mi hanno detto che mi potevo rivestire, ma molto lentamente.

Stavo bene, sto bene, solo un po’ di fastidio, niente di più. Mi sono messo a sedere sulla poltroncina della sala d’aspetto mentre il dottore rassicurava i miei sull’esito dell’operazione e la segretaria mi chiedeva se volevo qualcosa da mangiare. In effetti avevo fame, ero a diguno dalla mezzanotte precedente, e ho divorato il panino speck e brie ed il succo all’albicocca che mi hanno offerto. Il dottore per potermi salutare meglio, mi ha preso di mano il bricco vuoto e il tovagliolo e se li è portati via! Non ci volevo credere, ma il bello deve ancora venire. Al momento del pagamento, mia madre mi ha guardato, allora mi sono alzato per chiedere quale fosse il problema. Praticamente il costo dell’intervento era aumentato di 500€. No, no, ci doveva essere un errore. Le ho spiegato che il dottore mi aveva espressamente detto che il costo sarebbe stato di 3000€. Al che, come già successo, la segretaria è sparita per consultarsi con lui. Ritornata ci dice che va bene così e che il dottore ci ha fatto proprio un buon prezzo. In effetti… chissà perché, forse per la mia situazione, (essendo uno studente universitario che lavorava per potersi pagare l’intervento) ed allora non ha voluto infierire. Comunque come al solito, l’ho apprezzato tantissimo sia come persona che come chirurgo. Mi sento davvero di raccomandarlo.

P.S. Alla fine la coperta termica me l’hanno data davvero.

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