Archivi del mese: gennaio 2012

Chi sbaglia paga

Quando mi hanno operato mi hanno lasciato portare a casa il tessuto estratto, per farlo esaminare. Il dottore era convinto fosse ghiandola, io lo ero ancora prima di vedere quella dannata sostanza bianca sotto formaldeide. Allora, che diavolo mi è successo? Di che ginecomastia ero affetto? Ero? ero. ero! Vabbé non è questo lo spazio per la mia indescrivibile gioia per essere finalmente uno normale.

Mi sono arrivati i risultati dell’esame istologico. E il vincitore è… Ginecomastia fibrosa! E che è? Miei cari lettori, cito le testuali parole del referto:

“Descrizione macroscopica:
Porzione di tessuto mammario misurante cm.7x6x4,5, di consistenza elastica. Al taglio è di colore biancastro e di aspetto compatto.

Reperto Microscopico:
Parenchima mammario costituito prevalentemente da tessuto fibroso denso comprendente strutture duttali atrofiche ed adiacente tessuto adiposo.

Diagnosi: Ginecomastia fibrosa.”

Credo voglia dire che ho avuto la ginecomastia vera (come ho sempre sospettato), ma che da qualche anno a questa parte lo squilibrio ormonale che mi aveva portato a sviluppare questo inestetismo deve essersi risolto. La ghiandola si è atrofizzata lasciando dietro di sè solo tessuto fibroso. Di grasso ce n’era veramente poco, e mi viene da pensare, chi ha sbagliato? Per colpa di chi sono stato sul punto di lasciar perdere questa lotta contro me stesso, convinto che non fosse etico farsi una liposuzione? Il povero chirurgo generale che mi aveva visitato non ne ha molta colpa, per quanto la sua visita sia stata frettolosa e si sia fidato troppo dei risultati dell’ecografia. Ma è mai possibile che nel 2012 non si riesca a sapere che tessuti ci siano al di sotto di pochi centimetri di pelle? Ragazzi se avete di questi dubbi provate con una biopsia, forse avrete dei risultati meno campati per aria. In realtà non me la sento nemmeno di incolpare l’ecografista, in quanto probabilmente stava cercando la tipica struttura a grappolo della ghiandola, non pensando ad un grosso e compatto grumo di tessuto fibroso. Ma allora vi dico cari dottori, fidatevi di più dei vostri pazienti e di quello che sentono. Tutti possono sbagliare. È vero, ma non quando si tratta della salute. Non vi paghiamo così tanto perché avete studiato tanto, siete ben pagati perché quello che esce dalla vostra bocca deve essere oro colato, perché avete una responsabilità pazzesca, non dimenticatelo mai, per il giuramento d’Ippocrate. Rabbrividisco al solo pensiero che sia tanto facile sbagliare una diagnosi del genere.

Ora mi sto informando per avere un rimborso delle spese che ho dovuto sostenere da solo perché qualcuno non ha fatto il suo dovere. E nonostante tutto credo ancora nell’assistenza sanitaria nazionale, a mio parere uno dei servizi migliori che noi italiani abbiamo a disposizione.

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Aggiornamento postoperatorio

Un post per sapere cosa si deve aspettare chi si opera di ginecomastia.

Il dottore mi ha salutato calorosamente mettendomi subito a mio agio. Ero in uno strano stato di incoscienza, come se mi avessero già sedato e fossi piombato in mondo dove parlavano una strana lingua. Dopo essermi accomodato nel suo studio, mi è stato chiesto di spogliarmi perché mi si potesse visitare e scattare qualche foto. Foto, pensai, che con ogni probabilità sarebbero finite in un album con la scritta “prima” assieme ad altre ancora da scattare, che avrebbero ritratto il “dopo”. Poi il dottore ha cominciato a disegnarmi il torace con un maker nero, come se fossi un guerriero aborigeno. Sarebbe potuto sembrare, in effetti, che fossi lì senza sapere a cosa stavo andando incontro, ma paradossalmente ero in quello stato proprio perché avevo fin troppo chiaro in testa quello che mi sarebbe successo, grazie a youtube. Non ci volevo pensare, consiglio di non farlo.

In un altra stanza l’anestesista mi ha bucato la mano, infilato un tubicino ed inniettato un antibiotico. Quello sarebbe stato il massimo del dolore che avrei provato durante tutta l’operazione e anche dopo. Quindi non c’è di che aver paura. Vestito solo con la biancheria intima ed un camice di carta mi hanno portato in sala operatoria. Che freddo nella stanza sterile e sul gelido lettino. Ben consci di questo, mi hanno avvolto le gambe in una coperta termica di alluminio e il resto del corpo con tendaggi vari, lasciando scoperto solo il petto. Attaccati i vari sistemi di controllo delle funzioni vitali (coccodrillo sul dito e delle placche sul fianco) mi hanno sedato. Ricordo un leggero bruciore alla mano sinistra che lentamente divorava, risalendo, l’intero braccio. La vista che si annebbia e la testa che comincia a girare, poi, più niente. Mi sono svegliato che era già tutto finito, non ho sentito neppure l’anestesia locale al petto. Ero in forte stato confusionale, barcollavo e straparlavo. Ho cominciato a dire cose tipo

“Te, ma sta coperta è troppo una figata, posso averne una?”

Oppure

“Qui ci starebbe proprio una cicchetta”

Mi hanno ricondotto nella stanza di prima ed agiato sul lettino. Mi ricordo tra i deliri senza senso, di aver chiesto al dottore di prendermi l’iphone nella mia giacca e lui me l’ha dato!

Mi sono infilato le cuffie e ho cominciato ad ascoltare la playlist creata appositamente per l’occasione. Avevo un po’ freddo, ma cercavo di muovermi il meno possibile per non compromettere la fasciatura attorno al petto. Ogni quarto d’ora entrava qualcuno per chiedermi come stavo e se avevo bisogno di qualcosa. Niente, tutto a posto, grazie, fin troppo premurosi devo dire. Ancora non a pieno delle mie facoltà mentali ho chiesto al dottore

“Allora mi avete estratto così tanto grasso?”

“Ma quale grasso era tutta ghiandola” ha risposto

“E dire che sono venuto da lei per una lipomastia…” è stato il mio commento un po’ sarcastico

Finita la playlist, mi sono visto uno dei miei film preferiti “The fountain” di Aronofsky, mi ero dimenticato di averlo tenuto per le lunghe attese d’emergenza.

Finalmente sono arrivati i miei genitori, ho sentito mio padre dall’atrio della clinica e mi hanno detto che mi potevo rivestire, ma molto lentamente.

Stavo bene, sto bene, solo un po’ di fastidio, niente di più. Mi sono messo a sedere sulla poltroncina della sala d’aspetto mentre il dottore rassicurava i miei sull’esito dell’operazione e la segretaria mi chiedeva se volevo qualcosa da mangiare. In effetti avevo fame, ero a diguno dalla mezzanotte precedente, e ho divorato il panino speck e brie ed il succo all’albicocca che mi hanno offerto. Il dottore per potermi salutare meglio, mi ha preso di mano il bricco vuoto e il tovagliolo e se li è portati via! Non ci volevo credere, ma il bello deve ancora venire. Al momento del pagamento, mia madre mi ha guardato, allora mi sono alzato per chiedere quale fosse il problema. Praticamente il costo dell’intervento era aumentato di 500€. No, no, ci doveva essere un errore. Le ho spiegato che il dottore mi aveva espressamente detto che il costo sarebbe stato di 3000€. Al che, come già successo, la segretaria è sparita per consultarsi con lui. Ritornata ci dice che va bene così e che il dottore ci ha fatto proprio un buon prezzo. In effetti… chissà perché, forse per la mia situazione, (essendo uno studente universitario che lavorava per potersi pagare l’intervento) ed allora non ha voluto infierire. Comunque come al solito, l’ho apprezzato tantissimo sia come persona che come chirurgo. Mi sento davvero di raccomandarlo.

P.S. Alla fine la coperta termica me l’hanno data davvero.


Aggiornamento preoperatorio

Solo ieri mi sono reso conto che la data dell’intervento è così prossima. L’orologio segna inesorabile lo scorrere del tempo, conta alla rovescia le ore che mancano alla mia rinascita. Ahahah! Quanto sono drammatico. È una semplice operazione di routine, mi addormenterò, non mi accorgerò di niente e mi sveglierò dolorante. Anche gli altri non si accorgeranno di niente. È assurdo che debba fare tutto questo per essere normale. Semplicemente non penso a quello che potrebbe andare storto, al dolore post operatorio, non penso che scriverò un testamento, lo sto facendo solo con un pensiero in testa: voglio andare in piscina. A testa alta, petto in fuori e pancia in dentro. Voglio sciogliermi nell’acqua, voglio che mi tolga il respiro, tagliarla a bracciate.

I miei esami sono andati bene, ho dovuto fare qualche prelievo ed una visita cardiologica con ECG, 90€ in tutto di ticket. Questo venerdì parto con i miei per una gita, dormiamo a Firenze e alle ore 8.00 del giorno seguente mi devo far trovare a centro medico per la prova con l’anestesista. Alle 10 dovrebbe esserci l’intervento che, se tutto va bene, durerà un’ora, un’ora o poco più. Alle 18 del giorno stesso mi dimetteranno e tornerò a casa, rincretinito da antidolorifici e vane speranze.

Terrò aggiornato il blog con le mie impressioni sul decorso post operatorio e sui risultati.

Auguratemi buona fortuna!