Dubbi

L’aver sparato a zero sul documentario dell’ultimo post, è stato un meccanismo di difesa. Posso far finta che vada tutto bene, che è l’unica scelta possibile, ma quello che sto per fare in realtà mi sta lacerando dentro. A tutte le persone a cui ho esposto le mie intenzioni, ho sempre parlato dell’operazione come un fatto certo. Semplicemente li informavo che stavo per operarmi, il problema più grosso è stato dire ai miei che ho la ginecomastia, non che devo essere operato. Anzi a volte ho usato proprio questo argomento per iniziare il discorso. Dove è finita ora tutta questa mia sicurezza?

Sono due i dubbi che mi sono posto.

i) E se fosse tutto nella mia testa? Se il problema non esitesse e io lo stessi ingigantendo per trovare una valvola di sfogo, un capro espiatorio per mascherare la crisi della mia vita che sto affrontando in questo momento? Non è psicologia spiccia. Oggettivamente parlando, so che il mio è un problema moderato, che molti, forse, imparerebbero ad accettare. Io semplicemente sono un esteta, ho dei canoni che possono oscillare, ma stanno in piedi grazie a dei punti fissi, in cui io in particolar modo devo rientrare. E la cosa sarà scioccante, ma non contempla il seno maschile. Magari sono troppo giovane per capire che queste non sono le cose importanti, e che dovrei essere felice del bello che c’é in me. Allora lobotomizzatemi, facciamo prima, apritemi il cervello e toglietemi la parte che non mi fa accettare me stesso. Così poi sono felice.

Se il problema è reale.

ii) È giusto quello che sto per fare? Moralmente parlando, posso spendere 4000€ per togliermi lo sfizio di essere come gli altri? Che il mio estetismo sia figlio della società in cui vivo è innegabile, ma non per questo deve essere uguale. Sono d’accordo che abbia dei modelli irraggiungibili, che spesso porti disagio alla gente e questa a farsi operare. Ora, ampliando il discorso alla chirurgia estetica generale, qual è la linea di confine che rende necessario un intervento? Quando stai male fisicamente? E mentalmente non stai male? Se il problema fisico sussiste, non è logico risolverlo fisicamente? Se la risposta è no, ma allora rastrelliamo i chirughi estetici e mettiamoli in un bel campo di concentramento, perché per sete di soldi alimentano un cancro della società. Siete tutti belli, i vostri difetti vi rendono unici, accettatevi. È come dire, siete tutti fratelli, ametevi gli uni e gli altri, accogliete chiunque in casa vostra. Sono entrambi due alti ideali, di quelli irraggiungibili (proprio come i modelli della società, ma tu guarda la coincidenza), ma per questo tanto amati dall’uomo. Perché se una cosa non l’abbiamo non possiamo stancarcene, mentre se siamo fatti così, lo diamo per scontato e non lo apprezziamo.

Se è giusto che lo faccia, perchè sono qui che mi pongo ancora domande?

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