La mia ginecomastia

Per quanto mi riguarda non mi ricordo quando ho cominciato a vergognarmi di me stesso, ero piccolo, non sapevo cosa mi stava succedendo, la mia fervida immaginazione mi portava a pensare all’ermafrodismo e al tumore, finivo per avere crisi di identità sessuale (“sto diventando donna?”) e non so perché a chiudermi in me stesso. Con il tempo ho cominciato ad assumere comportamenti bizzarri (ho perfino provato ad applicare fasciature compressive sulla zona toracica per rendere meno evidente il mio problema). Questo disagio ha influenzato il mio modo di vestire (indossavo magliette sempre larghe e nere), la mia postura (sempre con le spalle curve) e soprattuto il mio carattere, rendendomi insicuro, vergognoso e timido. Non mi sono mai sentito completamente libero di vivere la mia vita, il rapporto con gli altri, soprattutto con le ragazze. Mai e dico mai, mi sono spogliato a petto nudo di fronte ai miei compagni di scuola, negli spogliatoi mi andavo a cambiare in bagno, al mare mi toglievo la maglietta solo per entrare in acqua. Anche in casa, non ne ho mai parlato con i miei e solo in un’occasione venne intravisto il  problema. Ero malato, una semplice influenza, e la dottoressa di famiglia venne a visitarmi a casa. Mi fece togliere la maglietta e notò i capezzoli sporgenti. Disse che non era niente di grave, ma che se le tettine non fossero regredite, sarebbero state da togliere. Da quel giorno sono passati più di otto anni e con loro un’adolescenza non proprio normale. Ho avuto una sola ragazza, capace di vedere oltre all’aspetto fisico e alla mia insicurezza. Immagino che lei conosca il mio corpo come lo conosco io, ma non sono comunque mai riuscito a mostrarmi come volevo ai suoi occhi. Alle sue insistenti domande sul perché non riuscivo a sentirmi completamente libero di fronte a lei, non ho mai trovato il coraggio di dare una risposta sincera. Ora che la nostra relazione è finita, male, anche per questo, non mi rimane che il rimpianto di non essere mai andato al mare con lei.
Non lo auguro a nessuno doversi nascondere alla donna che si ama per aver paura di perderla, di farle schifo. Non biasimatemi per questo, non sono uno sciocco, so che l’amore vede oltre il difetto, ma questa è l’unica opinione che ritengo possibile nei miei riguardi, perché io stesso mi disgusto e non ritengo di meritarmi di essere amato. Solo evadendo da questa mia prigione potrei star bene con me stesso, solo di questo sono sicuro. Ma quali possibilità hanno quelli come noi di essere normali? Non abbiamo forse il diritto come tutti gli altri ad esserlo? In realtà no, non è proprio così.

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