Compagni di viaggio

Scrivo per chi ha dentro sé lo stesso peso che mi trascino dietro da troppo tempo ormai. Un peso che mi impedisce di vivere liberamente e che si può capire solo se lo si vive sulla propria pelle. Ora chi ha bisogno di confidarsi, usa spesso internet, in grado di trasmettere la simpatia degli altri senza rinunciare all’anonimato e senza doverli rivedere, con l’angoscia di sapere che loro sanno. L’altro giorno su yahoo answer mi sono imbattuto nel tipico esempio di questo tipo di toccata e fuga emotiva, mentre leggevo una confidenza molto toccante di un ragazzo affetto dal mio stesso problema. Era più uno sfogo che una vera domanda ed alcuni utenti glielo hanno fatto notare. Chi gentilmente, chi in malo modo. Tuttavia la critica più dura secondo me è stata quella che sminuiva il suo malessere, facendogli notare che c’è chi sta molto peggio. Non sopporto questo benaltrismo, scusate il mio sarà egoismo, ma forse non dovrei star male solo per il fatto che altre persone stanno peggio di me? Oppure sadicamente questo dovrebbe farmi star meglio? Solo chi vive lo stesso disagio può veramente capirlo, per quanto incida poco sulla salute. È chiaro, il nostro problema ha solo ripercussioni psicologiche e per quanto io non abbia un bel rapporto con gli strizzacervelli, è stata inevitabile un’analisi delle conseguenze del mio disagio sulla mia sfera sociale. Nella società dell’apparire in cui viviamo, non basta dire, chissenefregadeglialtri e di cosa pensano per stare bene con noi stessi. Ripeto, nella società dell’apparire, il giudizio altrui è diventato spaventosamente cruciale e decisivo. Nel nostro mondo quali disagi maggiori possono esserci degli inestetismi? Non so esattamente dove si trovi la sottile linea che rende necessaria oppure no, una correzione plastica di un difetto fisico. In numerosi forum dove se ne parla, vengono spesso postate delle immagini ridicole, dove il difetto è minimo, (ad esempio può trattarsi di un naso leggermente gobbo), che fanno giustamente arrabbiare chi quel problema ce l’ha e ben più grave. Quindi è troppo semplice giustificare un intervento su basi personali, in teoria bisognerebbe accettare i nostri limiti, amare i difetti nostri e degli altri, perché è nell’imperfezione che risiede la nostra unicità. Faccio un esempio stupido, io sono miope. Per quanto stia molto meglio senza occhiali, non mi sono mai sognato di farmi un operazione laser agli occhi, a meno che la mia miopia non degenerasse. E se voi aveste il seno da donna pur essendo un uomo? Non sto parlando di essere in sovrappeso, sto parlando di essere magri e con le tette, cosa fareste se foste affetti da ginecomastia? Come vivreste il rapporto con gli altri?

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